Il taglio del peso è una pratica utilizzata negli sport di combattimento per permettere al fighter di rientrare nella categoria di peso in cui combatte. È una pratica che incide moltissimo sulla performance dell’atleta e, se fatta male, può non solo distruggere tutto il lavoro svolto a monte, ma anche portare alla morte il combattente.

Non è quindi una pratica salutistica ed è tutt’ora in discussione dalle federazioni di combattimento.

Il concetto del taglio del peso nasce dal fatto che un fighter più pesante potrà fare più male, colpire più forte o, comunque, stare in una precisa categoria di peso può portare dei vantaggi al fighter.

Immaginate di combattere in una categoria a 77 kg e pesarne 83 contro un fighter che realmente pesa 77 o meno, sicuramente i colpi che assegnerete saranno più incisivi.

A seconda delle discipline il taglio del peso può variare di molto. Nel pugilato professionistico anche di 9-10kg, mentre in altre discipline come MMA di 14-15kg. In alcune, invece, il combattimento avviene subito dopo la pesata e non c’è il tempo materiale per risalire con il peso.

 

Tendenzialmente per il taglio del peso due sono le vie da prendere in considerazione:

 

  1. La restrizione calorica;
  2. La disidratazione o, per i palati fini, lo scarico dei liquidi.

 

 

Queste due metodiche però non sono un concetto semplice e facile, specialmente la seconda può portare alla morte per disidratazione.

La disidratazione oltre a far calare la performance (già al 5%), riduce le capacità cognitive di un atleta/persona, aumenta lo stress fisico e mentale, diminuisce il volume sanguigno, porta insufficienza renale, compromette la capacità di termoregolazione, aumenta il rischio infortuni, porta al coma e anche alla morte (con una disidratazione > del 12% già si rischia di morire).

Anche se da questo punto deriverà la maggior perdita di peso capiamo che è una prassi pericolosa da non fare in maniera approssimativa.

 

Spesso questa strategia del taglio del peso viene fatta senza nessuna conoscenza della fisiologia del corpo umano e solo per metodiche tramandate da maestro a maestro. Ma nel 99% dei casi vengono fatte male, malissimo e in alcuni casi si arriva al coma o alla morte dell’atleta.

Anche atleti di alto livello in Italia tutt’oggi subiscono dei tagli del peso fatti malissimo.

Digiuni di giorni prima del match, saune massacranti, utilizzo di felpe, bagni salati, bagni caldi, asciugamani caldi e chi più ne ha più ne metta. Queste sono “carte” da giocarsi in casi estremi, quando tutto è andato sbagliato e si rischia di non rientrare nel peso, quando si è disperati. Invece, nello scenario italiano (e non solo), sono all’ordine del giorno.

Se il taglio del peso è importantissimo per un fighter, perché renderlo massacrante? Non credete che mandare un fighter a digiuno da un giorno o più, mal nutrito, sottoposto a saune o ad altre pratiche stressanti non sia un suicidio?

Ma perché tutto questo viene ancora oggi fatto e succede?

 

Semplicemente per due motivi:

 

  1. Il maestro spesso si improvvisa tuttologo e con gelosia vuole tenersi l’atleta e non vuole intromissioni di altre figure;
  2. La totale mancanza di cultura alimentare e di programmazione dell’allenamento e degli obiettivi in questo sport.

Purtroppo gli sport da combattimento in Italia sono forse un ambito in cui si naviga spesso nella totale ignoranza ed il livello tecnico è bassissimo.

 

Ma cosa dobbiamo fare per far sì che il taglio del peso avvenga nel migliore dei modi?

Dobbiamo fin dall’inizio ragionare su alcuni parametri che non vengono presi quasi mai in considerazione.

Quando si parla di taglio del peso bisogna tenere conto di questi fattori:

  • Che sport di combattimento pratica l’atleta? Per quale sport bisogna fare il taglio? Ed in che scala di peso può muoversi l’atleta?

Il taglio del peso cambia a seconda della disciplina e spesso i fighter possono passare da una disciplina ad un’altra (dalla kicboxe alla boxe). Quindi si potrebbe dire che il taglio del peso va adattato alla disciplina di combattimento e la categoria di peso scelta in base allo sport in cui si combatte. Inoltre, un errore che molti fanno è cercare di spingere il fighter a categorie di peso quasi impossibili, per ogni fighter esiste una categoria di peso, o meglio una scala di peso nella quale il fighter può muoversi ed essere comunque performante. Bisogna chiedersi se il fighter può rientrare in quel peso e se in quel peso è performante, non scegliere di farlo rientrare in quella categoria di peso per presunti vantaggi e mandarlo sul ring totalmente scarnato e morente. Per ogni fighter bisogna scegliere un range di peso entro cui muoversi perché in questo range il fighter può fisiologicamente muoversi rimanendo performante.

Cercare di spingere atleti ad entrare in categorie fuori dalla loro portata può costare caro al combattente.

 

  • La storia dei tagli del peso

Questo è forse uno dei parametri più dimenticati ma che assume una grande importanza. Quanti tagli ha affrontato l’atleta quest’anno (tantissimi o pochi)? Per quanto si è allenato in ipocalorica? Come è stato fatto il taglio del peso di solito? L’ultimo taglio di peso quando e come è stato fatto? è il suo primo taglio del peso? Sono tutte domande essenziali per capire. Le risposte a tali domande influiscono metabolicamente (e anche mentalmente) sul fighter e quindi modificano la sua capacità di rispondere ad un taglio del peso.

 

  • Il peso in cui è bene stare durante la stagione agonistica

Oltre a individuare un range di peso entro cui poterci muovere, sarebbe bene tenere il nostro fighter ad un peso costante. Spiegandomi meglio, ad un peso non troppo superiore al peso di categoria in cui si combatte. Questo perché più peso c’è da togliere e meno tempo abbiamo a disposizione, maggiore sarà lo stress a cui verrà sottoposto il nostro fighter. Inoltre, può facilmente capitare (soprattutto tra gli amatori) che ci sia una richiesta per un match in tempi brevi e non ci sia il tempo necessario per tagliare tanti kg (almeno non in maniera non negativa per la performance). Quello che voglio dire è che un combattente deve stare sempre sull’attenti (sia con il peso, sia con dieta e allenamento) e quindi non farsi trovare impreparati,

Sarebbe meglio tenerlo ad un 10-11% di peso maggiore rispetto alla sua categoria.

Questo vuol dire che un combattente nella categoria dei 77 kg dovrebbe stare sugli 83-85 (6-8kg in più).

Questo è un altro parametro ampiamente sottovalutato. In primis perché molti preparatori/maestri non hanno neanche idea di cosa sia una scala/range di peso e quindi, non conoscendo/considerando questo parametro, il tutto viene lasciato al caso. In secondo luogo, perché l’alimentazione negli sport da combattimento ancora non è vista come qualcosa di importante, è qualcosa di cui ci si ricorda nella settimana del taglio peso, quindi il fighter viene lasciato libero di alimentarsi come vuole e spesso mette su troppo peso (grasso) trovandosi poi costretto a fare le corse per rientrare in categoria.

 

  • L’età del nostro fighter

Importante anche l’età. Più si è giovani più si risponde meglio, si scende con maggiore facilità ed inoltre il corpo si è meno adattato ai protocolli usati in passato per il taglio del peso, c’è meno esperienza, diciamo, dovuta alla giovane età.

Con l’avanzare dell’età cambia il metabolismo, cambia la fisiologia del corpo e, non solo si scende con maggiore difficoltà ed in alcuni casi si riduce il range di peso entro cui muoversi, ma diminuisce la capacità di recupero in generale del combattente ma anche di recuperare il peso perso (e le energie) dopo il taglio del peso.

L’obiettivo del taglio del peso è di mandare un combattente in una categoria di peso e farlo salire sul ring con 5-7 kg o più perché i suoi colpi siano più forti. Ma con l’avanzare dell’età questo “Sali e scendi” diventa sempre meno efficace e si allunga il tempo necessario a rientrare nella categoria di peso (i kg vengono persi con maggiore difficoltà). Se a 22 anni riuscivo in una settimana a scendere a 77 kg, fare la pesata, salire sul ring ad 83kg molto probabilmente a 30 anni non mi basterà una settimana o non con la stessa metodica usata a 22 anni.

 

  • Come mangia il nostro fighter? Come ha mangiato? che stile alimentare adotta?

Importante è capire, come in ogni atleta di qualsiasi sport, come ha mangiato fino ad ora. Cosa è stato abituato a mangiare, quali alimenti ha notato causargli problematiche. Ha alimenti che psicologicamente lo condizionano o gratificano (soprattutto nella settimana del taglio del peso)? Se il nostro fighter mangia troppo e male rischia o si troverà in un peso fuori dal suo range (anche del 20%), se invece mangia troppo poco la sua performance non sarà sicuramente al top e ci sarà un alto rischio di infortuni. Devo capire il passato alimentare del mio fighter per capire che taglio calorico fare e come impostare il bilanciamento tra i macronutrienti.

 

  • Il sesso.

Questo è forse il parametro su veramente pochi ragionano. La pretesa è quella di trattare le donne come uomini e far loro fare tagli del peso uguali.

Una donna è fisiologicamente diversa dall’uomo, ha un profilo ormonale diverso e non risponderà mai, e dico mai, come un uomo. Non si può pensare di adattare i protocolli di disidratazione o deficit del glicogeno di un uomo ad una donna, né si può pensare di farle fare tagli di tanti kg come si fa con gli uomini.

Il taglio del peso per le donne è più difficile sia perché hanno a che fare con il ciclo mestruale (che porta ad un temporaneo aumento di peso), sia perché hanno minore grasso, minore massa muscolare e minore acqua nel corpo rispetto ad un uomo (fattori importantissimi quando si parla di taglio del peso). Inoltre, qualcuno sostiene che le donne, avendo più ghiandole sudorifere rispetto all’uomo, possono fare una migliore scarica dei liquidi. Non è affatto vero perché, anche se hanno maggiori ghiandole sudorifere rispetto ad un uomo, queste si attivano con maggiore difficoltà e espellono meno sudore rispetto a quelle maschili.

Le donne perdono peso con maggiore difficoltà quindi il loro taglio del peso deve essere più lungo ed in quasi la totalità dei casi la scala/range di peso entro cui muoversi è ridotta rispetto ad un uomo. La donna ha meno liquidi da tagliare, meno grasso e meno muscolo quindi ha meno parametri da andare a diminuire per scendere di peso.

 

  • L’idratazione

Dato che negli sport di combattimento si usano protocolli di disidratazione e re-idratazione è importante capire lo stato d’idratazione del nostro atleta, quanto è abituato a bere (anche stimare il livello di sale assunto). Bisogna monitorare costantemente il suo stato d’idratazione, e anche in questo caso non si può stabilire un protocollo se non si ha una stima di partenza.

 

Oltre ai fattori elencati, per impostare un buon taglio del peso bisogna anche raccogliere dei dati:

  • misure antropometriche (fotografie, pliche, peso, altezza);
  • una stima della massa magra e della massa grassa;
  • la TBW, cioè l’acqua totale nel corpo (utile quando si vuole fare un taglio scaricando i liquidi e poi reidratando l’atleta);
  • il livello d’idratazione (il colore delle urine ad esempio);
  • una stima di BMR e di TDEE.

 

Tutti questi dati sono utili perché devo capire cosa tagliare.

Se io ho due fighter che devono perdere gli stessi kg per rientrare nella stessa categoria (es. perdere 7kg per rientrare nei 70kg) i protocolli che userò saranno diversi.

Per il fighter al 16% di massa grassa attuerò un taglio del peso diverso rispetto all’altro combattente all’9%. Nel primo caso avrò più grasso da levare, mentre nel secondo molto probabilmente dovrò giocare di più sui liquidi, dato che il grasso da eliminare è già basso.

Ci sono poi altri dati da rilevare quando voglio fare un taglio del peso, ma questi devono essere valutati e manipolati da chi di dovere dal momento che si parla di valori ematici e sono:

  • livelli di testosterone;
  • livelli di testosterone libero;
  • livelli di cortisolo;
  • colesterolo;
  • trigliceridi;
  • glucosio nel sangue;
  • livelli di sodio e potassio.

 

 

Inoltre, è essenziale farsi dare il programma di allenamento del fighter, così da programmare dieta e taglio del peso in base all’allenamento (es. allenamento ad alto volume darò un maggiore apporto di carboidrati).

Ci tengo a precisare che il taglio dei liquidi può permettere di perdere tanti kg in poco tempo, ma è una pratica pericolosa e deve seguire un preciso e corretto protocollo di re-idratazione.

Non provatela durante la stagione ma in OFF-SEASON (periodo non agonistico), solo se vi sentite sicuri e conoscete bene la fisiologia degli ormoni che regolano questo processo (Aldosterone, ADH ect ect). I protocolli del taglio del peso vanno fatti da professionisti e studiati su ogni singolo atleta tenendo assolutamente conto della soggettività del fighter che ho davanti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *